Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera.

E tu? Ti senti davvero pronto al tuo primo giorno di lavoro in cucina o per lo meno, sai come prepararti al tuo primo giorno ? 

Quando pensi a come sarà il tuo primo giorno di lavoro in una cucina, come ti senti? Un po’ spaesato? Un po’ impaurito? 

Oggi voglio darti qualche suggerimento per affrontare al meglio questo primo giorno.
Io quando ripenso al mio primo giorno di lavoro in cucina, mi rivedo da una parte eccitato e contento del resto era ciò che volevo, ma allo stesso tempo, paurosamente in ansia, al solo pensiero mi sudavano le mani, mi chiedevo “ che cosa mi aspetterà oggi? Riuscirò a sentirmi a mio agio? commetterò degli errori? 

Nella stragrande maggioranza dei lavori solitamente, per far sentire il nuovo arrivato a proprio agio, il datore di lavoro fa in modo che il primo giorno preveda un impatto il più possibile graduale, nelle cucine in genere no, dimenticalo, non sarà così! Anzi, molto probabilmente sarai messo alla prova fin da subito.

Io di quel primo giorno, ricordo che dopo un giro fra i vari ambienti e la presentazione dei colleghi, fui messo immediatamente a tagliare intere casse di verdure, non ricordo il numero, ma essendo alto non oltre il metro e sessanta, ricordo benissimo che le pile erano ben più alte di me, poi finita l’ultima cassa, dell’ultima pila, mi fu assegnato il compito di pulire il pesce, montagne di pesce, sembrava non finisse più, pensavo di passarci la notte e non  finire, ma alla fine, non era ancora finita, terminato il servizio della cena, rimaneva da pulire la cucina!!! 

Mi fu detto benvenuto in cucina, ma le mani mi facevano talmente male, che non riuscivo neanche a lavarle.

Quel giorno ho commesso degli errori, errori dettati dall’inesperienza, dalla voglia di fare una buona impressione, ma proprio perché li ho vissuti sulla mia pelle, voglio darti 5 suggerimenti che ti saranno particolarmente utili.

primo suggerimento : 

Inizia con il giusto ritmo sonno-veglia

informati riguardo gli orari di lavoro e per almeno una ventina di giorni prima di iniziare abituati a seguire lo stesso ritmo sonno-veglia, il tuo orologio biologico si regolarizzerà automaticamente, ti permetterà di affrontare con la giusta energia i primi giorni di lavoro e mi raccomando elimina completamente l’uso di droghe e alcool,  non saranno di aiuto, (ma nemmeno dopo, trascorsi i 20 giorni) in cucina devi essere lucido ! 

Secondo suggerimento: 

Arriva puntuale, ne’ dopo ne’ molto prima 

Arrivare in ritardo il primo giorno di lavoro è senza dubbio segno di poca serietà, in qualsiasi lavoro, Evita anche di arrivare con largo anticipo. Cinque minuti prima sono più che sufficienti, altrimenti sarai visto di cattivo occhio dai tuoi nuovi colleghi, perché farai sembrare loro in ritardo, considera che quasi sicuramente il giorno precedente hanno trascorso una lunga e faticosa giornata in cucina. Ricordati che l’obiettivo non è fare una buona impressione al datore di lavoro, ma ai tuoi colleghi, saranno loro ad aiutarti nei momenti di difficoltà 

Terzo suggerimento: 

Poni le giuste domande 

Essere curiosi non è affatto negativo, ti stai avvicinando ad un mondo nuovo e complesso e sei solo agli inizi, perciò non avere mai paura di chiedere le cose, anche più volte, naturalmente evitando di interrompere i colleghi quando sono visibilmente occupati.
Soprattutto quando ti assegnano un compito e ti trovi a non capire immediatamente il da farsi, non esitare a chiedere delucidazioni, sarà peggio sbagliare. Evita invece tutte quelle domande che possano dare l’impressione che, appena arrivati, vorresti già cambiare le cose

Quarto suggerimento: 

Prendi appunti

Il primo giorno di lavoro il tuo cervello sarà completamente bombardato e sommerso di nuove informazioni, nome di utensili e attrezzature mai viste, nomi di colleghi, istruzioni, regole, orari, ricette, dosi e temperature, ti sembrerà di impazzire e se non prenderai nota di tutto, il giorno successivo dovrai richiedere tutto, perché praticamente non ricorderai quasi nulla, ma mi raccomando con penna e taccuino, old style  e non con il cellulare, quello lo dovrai tenere ben conservato, in cucina non c’è spazio per il mondo esterno! Ancora oggi porto sempre con me un piccolo taccuino

Quinto suggerimento, ultimo ma non meno importante: 

Sii paziente

Tu sarai pure appena arrivato, ma non sei il divo al centro dell’attenzione, per tutto il resto della brigata è un giorno come tanti altri, trascorso al caldo, lontani dagli affetti più cari, con poche ore di sonno e tanto lavoro da svolgere, probabilmente sarai pure da intralcio, perché dovranno perdere tempo prezioso per spiegarti il da fare, inoltre potranno esserci inconvenienti e fraintendimenti, sii comprensivo, limitati a osservare lo svolgimento della giornata con interesse e immagazzinare quante più informazioni possibili, non avere fretta di dimostrare il tuo valore per quello non mancherà l’occasione. A proposito di fretta, non avere fretta di finire le mansioni che ti vengono assegnate, solo per fare una buona impressione, la fretta non fa fare mai le cose per bene, inoltre in cucina, con la fretta corri il rischio di farti male seriamente. 

Quindi per riepilogare: 

1 Inizia con il giusto ritmo sonno-veglia

2 Arriva puntuale, ne dopo e neanche molto prima 

3 Poni le giuste domande

4 Prendi appunti

5 Sii paziente

Ti senti un po’ meno spaventato, sapendo già cosa ti aspetta e soprattutto sapendo come affrontare il tuo primo giorno di lavoro in cucina? Non che io ti voglia scoraggiare, ma se dopo aver letto questo articolo senti ancora il desiderio di entrare in cucina, allora forse hai davvero la stoffa giusta per iniziare questo percorso.

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Io sono Paolo, cuoco professionista.
Attraverso questo blog condivido tecniche, metodi e insegnamenti maturati negli anni di lavoro in cucina.
Non troverai ricette, troverai racconti, aneddoti, nozioni di base e tecniche, il mio obiettivo è aiutarti a comprendere come funziona davvero una cucina professionale, quali sono le competenze fondamentali da sviluppare e cosa significa, concretamente, lavorare come cuoco professionista e soprattutto come vivere e non sopravvivere all’interno di una cucina professionale. 

Chef Paolo Russo - Il mio Blog

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Chef Paolo Russo

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